mercoledì 25 aprile 2012

La battaglia tra Alex e Nightmare


Alex si sporse dal suo nascondiglio. Vide il palcoscenico dell’auditorium e al centro una ragazza. Era sicura che fosse la stessa che aveva rubato il libro, i suoi capelli erano fin troppo particolari per restare inosservati, erano lunghi, rossi e neri. Non aveva più il mantello, ma dall’alto non poteva vedere un granché. Le mani le tremavano. Non sapeva che fare, aveva paura che qualunque cosa avesse fatto sarebbe stata sbagliata. Fece un lungo respiro profondo. Si sollevò lentamente. Impugnò l’arco. Posizionò la freccia. Tese l’arco. Il respiro diventava affannato, non riusciva a prendere bene la mira, le sudavano le mani e le scivolava la freccia. Si tolse gli occhiali con rabbia, senza riuscire a prendere meglio la mira, anche se vedeva meno da vicino recuperava quando l’obiettivo era a distanza. Si mise di nuovo in posizione e stavolta fu più decisa, tese l’arco e scoccò la freccia, che non emise il minimo sibilo. Aveva paura di uccidere quella ragazza, cosa sarebbe successo dopo? Sarebbe diventata un’assassina? Ma queste domande non aleggiarono per molto nella sua mente, dato che la ragazza alzò il braccio, prendendo la freccia in mano poco prima che la colpisse. Alex trattenne il respiro. Sembrava quasi che il suo cuore avesse smesso di battere. La ragazza si voltò senza battere ciglio, fissando gli spalti superiori con i suoi occhi di fuoco. Alex si abbassò di scatto, cacciò la penna dalla tasca e cominciò a disegnare a più non posso sulla sua pelle, poi allungò velocemente il braccio per afferrare l’arco, ma qualcosa lo bloccava. Si voltò. La sua avversaria era lì, un piede sull’arco, le mani sui fianchi, i capelli sul viso ed un ghigno malefico sulle sue labbra.
-Cerchi qualcosa bambolina?
Alex non si concesse nemmeno il tempo di pensare, fece un balzo indietro lanciando i kunai che aveva disegnato sui palmi. La ragazza cacciò fuori rapidamente due lame che utilizzò per farsi scudo.
-La stessa cosa che cerchi tu di sicuro.
Se fino ad allora era andata in panico ora era decisa più che mai a farsi valere e a mantenere il sangue freddo. La situazione era svantaggiosa: lei era portata per il combattimento a distanza, non per quello ravvicinato, e anche se aveva una mira infallibile era debole e gracilina, mentre l’avversaria sembrava saper maneggiare bene le sue armi.
La ragazza fece una risatina sommessa, poi si mise in posizione di combattimento.
-Io sono Nightmare, e cosa cerco lo so solo io.
Le si lanciò contro con una forza inaudita, allora Alex afferrò l’arco e lo usò per proteggersi, ma l’urto fu fortissimo, e l’arco si spezzò, mentre lei cadde dagli spalti superiori andando a finire su quelli inferiori. Cadde sulle poltrone, sentì un dolore lancinante su tutta la schiena, ma si sforzò ad alzarsi. La nemica si librò in aria, saltando dal livello superiore ed atterrando perfettamente a terra. Appena la vide Alex afferrò il coltello che aveva disegnato sulla parte scoperta della sua pancia, aveva scelto per quello una maglia abbastanza scoperta.
-Nonostante tu sia caduta da lì sopra continui a combattere? Sei troppo debole, mi fai pena.
Alex fu colta dalla rabbia, avrebbe voluto aggredirla ma sapeva bene a che gioco stava giocando; se si fosse lasciata andare avrebbe commesso qualche errore e lei ne avrebbe approfittato.
-Se ti faccio così tanta pena, dimmi dov’è il frammento di chiave.
Nightmare rise.
-E’ al sicuro con me, di certo non te la consegno se non ti dimostri all’altezza. Vai via bambina, mi fai solo perdere tempo.
Alex sapeva bene che l’avversaria prendeva tempo solo per divertirsi un po’ prima di finirla, quel coltellino contro le sue due lame non valeva niente, e si era anche accorta che del sangue le scendeva da un lato della bocca, la caduta era stata molto forte e le faceva ancora male tutto. Non avrebbe mai vinto, le serviva qualcosa.
“Le lame pesano” pensò improvvisamente “sarà abbastanza lenta”.
Fece tornare il pugnale sul suo corpo per alleggerirsi e corse a più non posso verso il palcoscenico. Non aveva un piano, ma ad ogni passo pregava sempre di più per un aiuto.
Night mare inizialmente restò sorpresa, non si aspettava che una ragazza tanto fredda potesse cedere così all’improvviso, ma cominciò a seguirla, camminando normalmente, sapeva che la ragazzina non aveva scampo.
Alex andò dietro le quinte. Cercò disperatamente un oggetto che potesse aiutarla, o anche qualcosa su cui disegnare, quando poi la sua attenzione ricadde su alcune scenografie che stava preparando per il corso di teatro. La recita era “Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda”. Sorrise.
Nightmare era visibilmente scocciata di tutta quella faccenda. La chiave era al sicuro nella sua tasca e nessuno gliel’avrebbe presa. Si chiedeva se quella ragazzina fosse scappata perché aveva paura. Nonostante quello che le aveva detto si vedeva che era una combattente decisa, ma era troppo debole per essere temuta da una creatura d’ombra come lei. Era un peccato uccidere quell’esserino, aveva un bel carattere, si vedeva dalla scintilla che c’era nei suoi occhi, ma le dispiaceva come può dispiacere schiacciare un moscerino.
-Cosa c’è? Stiamo giocando a nascondino? Contro fino a tre, uno… due… e…
-TRE!
Alex sbucò da dietro alle quinte con un’enorme spada in mano. Aveva preso in prestito Excalibur da Re Artù. “scommetto che non gli dispiacerà molto” pensò, e attaccò più volte la ragazza, che si parò con le sue lame. Dopo la serie di attacchi una delle sue lame cadde a terra e Nightmare tentò di contrattaccare, ma Alex si scansò al momento adatto, colpendo la nemica dietro la schiena. Nightmare urlò e si accasciò a terra, sputando sangue.
-Ritornerò… io sono… il tuo incubo…
Detto questo si dissolse in una nube nera, e a terra restò un piccolo frammento dorato. Il frammento della chiave. Alex lo raccolse da terra.
-Eccoti qua.
Dopo un attimo di respiro si diresse verso il laboratorio di chimica. Mentre correva pensò alla minaccia che le aveva fatto Nightmare prima di morire, ma non era preoccupata. Se Nightmare sarebbe tornata sotto forma di incubo allora la sua fantasia l’avrebbe sicuramente sconfitta di nuovo. 

Giusyk


Ecco a voi Giusyk, il personaggio di Giusy! =)





martedì 24 aprile 2012

Disegno di Alex - tutti i passaggi

Ecco come ho fatto a creare un disegno colorato al computer! Innanzi tutto ho fatto il disegno a matita su un foglio
Successivamente, ho ripassato il disegno con la tratto pen 2.0
Infine con Photoshop l'ho colorato ed ho aggiunto le sfumature.
Ecco il disegno completato! Spero davvero che vi piaccia! 
Presto farò dei disegni simili anche degli altri personaggi.

Alex

p.s.: per ingrandire le immagini basta cliccarci sopra =)



lunedì 9 aprile 2012

Alex

Ciao a tutti! Ecco altri disegni di Alex, sto preparando anche Giusyk e il personaggio di Luigi.



sabato 31 marzo 2012

venerdì 30 marzo 2012

Personaggi del fumetto!

Salve a tutti ragazzi!!
Scrivete come commento i personaggi creati da voi per il vostro fumetto! Intanto comincio a descrivervi il mio...


Alessia Leggero 
Sono stata abbastanza indecisa all'inizio. Il mio potere sarebbe potuto essere legato alla musica, ma visto che siamo tutti musicisti in classe, mi sono concentrata su qualcosa di più originale, ovvero il disegno. All'inizio volevo usare una matita gigante come arma ma è qualcosa di fin troppo ridicolo XD ho pensato quindi che delle armi magiche sarebbero state molto carine, ma come stabilire una relazione tra le due cose? Ho pensato allora di acquisire assieme ai superpoteri dei disegni sulla mia pelle, come dei tatuaggi, una freccia sul braccio e un arco sul palmo della mano, così quando mi metto in posizione per lanciare un dardo, dalla mia pelle i tatuaggi diventano realtà e si trasformano in un vero arco con una freccia. Per quanto riguarda il mio personaggio è come me, riflessiva e calma, timida all'inizio ma dolce ed estroversa ed allegra con le persone con cui faccio amicizia.
Spero davvero che vi piaccia =)



domenica 11 marzo 2012

Storia per il fumetto 2



Salve a tutti! Nel disegno di oggi indosso il costume di Wolverine, infatti questo post è dedicato ai supereroi! E' la storia ideata da Rossella, modificata e redatta da me, ecco qui la trama! Spero vi piaccia =)




In televisione non si parla d’altro: in giornata un meteorite passerà accanto alla Terra. Gli scienziati tranquillizzano la popolazione, il meteorite è molto lontano, anche se passerà proprio sopra l’Italia. Siamo nella III I, nelle prime ore di lezione, quando all’improvviso una pietra spacca il vetro della finestra ed entra in classe. Pensando sia uno scherzo di pessimo gusto di qualche ragazzo la professoressa porta la pietra dalla preside per denunciare il fatto, dopodiché la giornata trascorre nella più totale tranquillità. La notte stessa tutti i ragazzi non riescono a dormire e cominciano a sentirsi male, finché ognuno non scopre di avere un superpotere diverso. Il giorno dopo, nonostante la felicità e l’emozione per la scoperta, tutti decidono di tenere nascosti i propri poteri. Ma quando appare un mostro gigante nel giardino antistante l’entrata del Liceo, sul quale è affacciata la loro classe, i ragazzi mostrano i loro poteri e sconfiggono insieme il mostro, che ha uno strano marchio sulla schiena. Dopo la vittoria i ragazzi si organizzano come un vero team, creando anche delle tute da supereoi, ispirandosi ai loro poteri, che scoprono gli sono stati donati dalla pietra che era in realtà un frammento di meteorite. Quello stesso giorno arriva una mail al team, è da parte di un essere misterioso che giura di conquistare il mondo e di sconfiggerli, firmandosi con il marchio apparso sul mostro. Allora i ragazzi affronteranno una serie di nemici, servi del loro nemico, con successo e riusciranno a catturarlo impedendo che conquisti il mondo.